Come accedere alla centrale rischi “in tempo reale”

da | 6 Nov 2019 | Centrale Rischi News, Richiesta e analisi centrale rischi

professionista che accede ai dati della centrale rischi per analizzarli

Se sei arrivato a questo articolo, molto probabilmente conosci l’importanza per le imprese (e per i loro consulenti) di analizzare i dati della centrale rischi Banca d’Italia in modo “proattivo”.

Nel caso volessi approfondire, ti segnalo un precedente post in cui ti parlo di cos’è e come funziona la centrale rischi banca d’Italia.

In questo articolo invece, come promesso, voglio spiegarti come accedere alla tua centrale rischi Banca d’Italia “in tempo reale”.

A partire dal 6 novembre 2019 infatti, Banca d’Italia ha ampliato le modalità di accesso alla visura della centrale rischi, introducendo anche la possibilità di ricevere il flusso di ritorno dei dati nell’arco di alcuni minuti.

Se hai già richiesto la centrale rischi in passato, sarai d’accordo con me che siamo di fronte ad una grande notizia!

Entriamo subito nel dettaglio delle novità introdotte…

Tre nuovi modi per accedere alla centrale rischi Banca d’Italia 

La caratteristica che accomuna le 3 nuove modalità di richiesta, è da ricercarsi nel fatto che la procedura avviene direttamente dal sito Banca d’Italia, seguendo una procedura chiara e davvero impeccabile.

Da questo link puoi accedere direttamente al Servizio richiesta CR online di Banca d’Italia.

Immagine pagine sito banca italia per fare richiesta online della centrale rischi

In alto a destra troverai una guida molto dettagliata: un valido aiuto per la tua prima richiesta con le nuove modalità introdotte il 6 novembre 2019.

Al centro della maschera, potrai procedere alla richiesta della tua centrale rischi, selezionando tra le varie opzioni:

 

1. Inoltro della richiesta con identificazione SPID

 

La SPID è il sistema pubblico per l’identità digitale che, proprio perché la tua identità digitale è riconosciuta e certificata, ti permette di ottenere il flusso di risposta da Banca d’Italia nell’arco di alcuni minuti.

La SPID per imprese e professionisti è operativa a partire dal 1′ dicembre 2019 e puoi trovare qui la pagina dedicata con i riferimenti alle modalità di richiesta ed utilizzo della SPID ad uso professionale.

Se vuoi approfondire la conoscenza della SPID, puoi accedere direttamente al sito dell’ Agenzia per l’Italia Digitale spid.gov.it.

 

2. Inoltro della richiesta con identificazione tramite CNS

 

La CNS è la Carta Nazionale di Servizi rilasciata dalle Camere di commercio o da altro ente abilitato, che ti permette il riconoscimento online della tua identità digitale.

Puoi ottenere maggiori informazioni sulla richiesta e sul funzionamento direttamente dal sito Infocamere.

 

3. Puoi compilare la richiesta online, seguendo la procedura guidata

 

Ti consiglio questa opzione solo se non hai la SPID o la CNS.

A differenza delle richieste ai punti 1 e 2, per questa tipologia di richiesta:

– devi necessariamente inoltrare anche una copia leggibile di un tuo documento di identità;

– devi stampare e firmare di pugno il modulo che viene prodotto dalla procedura, sulla base dei dati da te inseriti (ricordati che la firma deve essere conforme a quella depositata sul tuo documento);

– non avrai la risposta in tempo reale, ma dovrai aspettare alcuni giorni per ricevere i dati da banca d’Italia tramite PEC.

 

Perchè sono state introdotte queste nuove modalità di richiesta?

Le nuove modalità di accesso online “in tempo reale” introdotte dal 6 novembre 2019, sono la logica conseguenza di una crescita esponenziale, negli ultimi 12 mesi, delle richieste da parte delle imprese.

Crescita che sarà destinata ad accentuarsi ulteriormente nei prossimi mesi.

Mi auguro davvero che tra un anno oltre il 60% delle imprese acceda alla propria centrale rischi almeno 3 volte all’anno… sarebbe davvero un ottimo risultato.

Vediamo insieme il motivo di questa “escalation” nelle richieste.

 

1. Difficoltà di accesso al credito

 

La centrale rischi è sempre stata elemento fondamentale nel rapporto tra banca e impresa, soprattutto a seguito della crisi economica e norme Europee sempre più restrittive.

A differenza di alcuni anni fa, per accedere al credito non basta presentarsi bene alla banca nel momento del bisogno (magari supportati da un mediatore creditizio).

Nel contesto economico attuale, l’imprenditore deve monitorare con attenzione la situazione finanziaria della propria azienda, con particolare attenzione anche alle singole segnalazioni in centrale rischi, che posso incidere anche fino al 70% nel calcolo del rating attribuitogli dalle varie banche.

Soprattutto per le piccole e medie imprese, la centrale rischi, ha una rilevanza maggiore rispetto al bilancio, per due semplici motivi:

– I dati sono molto più aggiornati;

– Sono considerati dati “oggettivi”, in quanto alimentati dalle banche stesse.

Come evidenziato anche dalla recente analisi sull’andamento dell’economia pubblicata da Banca d’Italia a maggio 2019, l’erogazione di credito a favore di aziende “rischiose” è in drastica riduzione.

Andamento credito alle imprese per classe rischio 2017 2019

Ogni imprenditore (magari supportato dal proprio commercialista o da un professionista di fiducia), deve assolutamente adoperarsi per monitorare e migliorare nel tempo il rating bancario della propria azienda. O meglio, avrebbe già dovuto farlo…

Nel 2019, inoltre, due eventi hanno dato una spinta davvero importante ad accedere ai dati in centrale rischi.

2. Nuovo Rating del Fondo di Garanzia

 

A partire dal 15 marzo 2019, il Fondo Centrale di Garanzia, gestito da Mediocredito Centrale, ha introdotto la centrale rischi Banca d’Italia come elemento essenziale nel calcolo del nuovo rating, che in precedenza veniva calcolato considerando esclusivamente i dati di bilancio.

Ciò sta a significare che, per segnalazioni negative in centrale rischi, potresti non poter accedere alla garanzia pubblica che mitiga fino all’80% il rischio della banca che finanzia la tua impresa.

 

3. Nuovo “Codice della crisi di Impresa”

 

Un ulteriore impulso, che avrà l’effetto nei prossimi mesi, è l’introduzione del “Nuovo codice della crisi di impresa e dell’insolvenza” (rif. D.Lgs. 12/1/2019 n.14 in attuazione della Legge 155 del 19/10/2017), che impone agli imprenditori l’obbligo di implementare in azienda un adeguato assetto organizzativo, per rilevare in modo tempestivo i segnali di crisi aziendale.

Considerate le evoluzioni normative, Banca d’Italia si è prontamente adeguata per sopperire all’importante incremento delle richieste, dando addirittura la possibilità di accedere ai dati in “tempo reale”.

In un contesto economico complesso ed in costante evoluzione, l’esigenza è quella di arrivare a flusso di informazioni sempre più aggiornate… e Banca d’italia è stata davvero efficiente e tempestiva introducendo l’accesso online ai dati in centrale rischi.

A questo punto probabilmente ti poni una domanda…

Le richieste via PEC sono ancora possibili ?

Le nuove modalità di accesso alla centrale rischi che abbiamo visto all’inizio di questo articolo integrano e non sostituiscono le modalità precedenti.

Pertanto puoi comunque inoltrare la richiesta ad una delle filiali Banca d’Italia abilitate:

– Per posta elettronica certificata (PEC), seguendo questa procedura che ti guida passo-passo;

– Per posta ordinaria (sconsigliato);

– Recandoti di persona, consultando prima l’elenco delle filiali abilitate al servizio.

La soluzione ideale per accedere alla centrale rischi

Abbiamo visto 6 diversi modi per accedere ai tuoi dati in centrale rischi Banca d’Italia: le tre nuove modalità online, che si vanno ad aggiungere alle tre modalità già in essere.

Facendo una prima analisi, mi sento di fare alcune considerazioni:

Se hai la SPID o la CNS, il problema non si pone.  Queste due sono le soluzioni migliori per te. Hai la possibilità di accedere ai tuoi dati in “tempo reale”, in modo semplice e pratico (segui le indicazioni ai punti 1 e 2 all’inizio dell’articolo).

Se invece NON hai la SPID o CNS, la soluzione ideale per te probabilmente è fare la richiesta compilando il modulo online (indicazioni al punto 3 all’inizio dell’articolo) ed attendere la risposta via PEC.

Quest’ultima soluzione è molto simile alla vecchia richiesta via PEC, con la differenza che in questo caso non hai il controllo della filiale a cui verrà assegnata la lavorazione della tua richiesta.

Tralasciando per un attimo le richieste via SPID e CNS, voglio semplicemente segnalarti che…

se sei già abituato a fare la richiesta della centrale rischi, ed hai trovato una filiale Banca d’Italia molto veloce, che ti risponde entro 2 giorni…

…  la tua soluzione vincente, potrebbe essere ancora la vecchia richiesta tramite PEC!

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