La centrale rischi nell’era Covid-19

da | 27 Apr 2020 | Centrale Rischi News, La centrale rischi nell'era Covid-19

Alcune notizie apparse di recente sulla stampa riportano la notizia della “sospensione delle segnalazioni in centrale rischi”.

Considerato che il titolo utilizzato potrebbe indurre a errate interpretazioni, ho deciso di scrivere questo articolo per fare chiarezza sull’argomento.

L’accesso al credito da parte delle imprese italiane era già difficile per effetto di:

  • una crisi economica che si è trascinata più del dovuto;
  • un sistema bancario sotto pressione;
  • norme Europee sempre più restrittive.

La situazione che stiamo vivendo a seguito della pandemia COVID-19, oltre agli effetti drammatici dal punto di vista sanitario, sta comportando gravi conseguenze anche per il nostro tessuto economico.

Piove sul bagnato, ma lasciatemi dire che  grazie alla determinazione e alla caparbietà dei nostri imprenditori ne usciremo, ne sono certo!

Entriamo ora nel dettaglio e fissiamo 3 concetti che ritengo importanti in questo particolare periodo. Iniziamo dal primo.

Le segnalazioni in centrale rischi NON SONO SOSPESE

I dati contenuti nella centrale rischi sono elemento fondamentale per la valutazione di merito creditizio effettuata dal sistema bancario.

Queste informazioni incidono fino al 70% nel calcolo del rating bancario delle micro, piccole e medie imprese.

Inoltre, per la banca, hanno una rilevanza maggiore rispetto al bilancio in quanto:

  • Sono molto più aggiornate;
  • Vengono alimentate dalle banche stesse e sono quindi considerate più affidabili.

Anche nell’era COVID-19, la centrale rischi Banca d’Italia e gli altri Sistemi di Informazioni creditizi privati (SIC) sono pienamente operativi e mantengono la loro funzione di faro nella concessione del credito bancario.

E non potrebbe essere diversamente, pena il blocco totale dell’erogazione del credito.

Cos’ è cambiato allora?

Banca d’Italia e le società che gestiscono le altre centrale rischi private, sulla base di quanto previsto dal “decreto cura-Italia“, hanno invitato tutte le banche aderenti alla massima accuratezza nel segnalare correttamente le posizioni oggetto di richieste di sospensione o moratoria.

Come ho ribadito in altre occasioni infatti, la centrale rischi deve rispecchiare fedelmente la situazione debitoria della clientela nei confronti degli intermediari finanziari.

Le informazioni in centrale rischi sono sia positive che negative e “fotografano” fedelmente la situazione reale degli affidamenti, utilizzi, garanzie, % insoluti, etc.

Esempio n.1:

Un’azienda è affidata con un castelletto anticipo fatture di 60.000 euro con scadenza il 30 aprile 2020.

L’azienda, avvalendosi di quanto previsto dal “decreto cura-italia”, ha inoltrato alla banca richiesta di congelamento degli affidamenti fino al 30 settembre.

Questo congelamento avrà effetti anche sulle segnalazioni in centrale rischi, che evidenzieranno il castelletto di euro 60.000 fino al mese di settembre incluso.


Esempio n.2:

Un’azienda chiede la moratoria di un finanziamento bloccando quota interessi e quota capitale, ai sensi del “cura-Italia” o della moratoria ABI.

Per effetto di tale moratoria, le rate si bloccheranno e non ci sarà decurtazione mensile del debito per effetto della scadenza della rata, per il periodo concordato.

Anche dalla CR Bankitalia si vedranno gli effetti della moratoria, in quanto le segnalazioni della centrale rischi rispecchiano la situazione debitoria dell’azienda considerata, presso i vari Istituti.

 Fino a dicembre 2020, la centrale rischi non partecipa al calcolo del rating del Fondo di Garanzia. Ma attenzione…

A partire dal 15 marzo 2019 il Fondo di Garanzia ha introdotto la centrale rischi quale elemento essenziale per il calcolo del rating per l’accesso alla garanzia statale.

Lo score, che fino a quel momento considerava esclusivamente indici di bilancio, viene trasformato in un rating molto più simile a quello calcolato dal sistema bancario.

Il decreto Liquidità, per ampliare le aziende che potranno beneficiare del Fondo di Garanzia (Gestito da Mediocredito Centrale – MCC), prevede espressamente l’esclusione dei dati della centrale rischi nel calcolo del rating.

Nonostante ciò, il MCC richiede che la centrale rischi venga allegata alla richiesta di finanziamento, anche se non partecipa al calcolo del rating.

Anche in questo caso attenzione a non trascurare i dati in centrale rischi…

Cosa succede infatti, se un’azienda richiede la garanzia statale a gennaio 2021?

Per calcolare il rating del Fondo di Garanzia a quel punto servirà anche la centrale rischi degli ultimi 6 mesi (da giugno a novembre 2020).

Ciò sta a significare che i dati della centrale rischi del mese di giugno incideranno nel calcolo del rating delle richieste inoltrate il prossimo mese di gennaio.

Massima attenzione quindi alle segnalazioni in centrale rischi anche in questo periodo di “apparente” superfluità dei dati.

In caso contrario, potresti davvero pentirtene nel momento del bisogno!

Il momento è molto delicato.
Monitora la centrale rischi ogni mese. Ti spiego il perchè!

Quando mi espongo probabilmente vado controcorrente, ma mi prendo sempre la responsabilità di spiegarne il motivo.

In un contesto in cui la centrale rischi, apparentemente sembra avere minor rilevanza, a seguito:

  • dell’errata interpretazione inerente la sospensione delle segnalazioni;
  • dell’esclusione dal calcolo del rating del Fondo di Garanzia fino al 17 dicembre

sono pienamente convinto che nei prossimi 12 mesi, ogni azienda (direttamente o tramite il proprio commercialista) dovrà monitorare costantemente tutte le informazioni presenti in centrale rischi.

La situazione infatti, è molto delicata!

Mai come in questo periodo, ci sarà una massiva concentrazione di nuove operazioni “particolari” dovute a:

  • Richieste di blocco delle revoche o riduzioni affidamenti fino al 30/9;
  • Proroga prestiti non rateali con scadenza prima del 30/9;
  • Sospensione del pagamento delle rate di prestiti, mutui, leasing fino al 30/9 incluso, in base al decreto cura-Italia;
  • Moratoria ABI;
  • Blocco del conteggio dei giorni di sconfino in base a quanto previsto dal decreto cura-Italia.

La centrale dei rischi contiene una moltitudine di dati vitali per l’accesso e il mantenimento del credito bancario della tua azienda.

La mia preoccupazione nasce dal fatto che queste informazioni influenzano direttamente il rating della tua azienda su tutte le banche.

Fin qui tutto bene, se non fosse che nel momento in cui assisteremo ad un aumento esponenziale di operazioni concentrate in poco tempo, corriamo il rischio di assistere ad un incremento fisiologico di segnalazioni errate.

L’UNICO modo per tutelarti è quello di:

  • Monitorare la centrale rischi della tua azienda all’inizio di ogni mese;
  • Verificare la correttezza dei dati;
  • In caso di segnalazione errata, contattare subito la banca interessata perchè provveda alla rettifica urgente della segnalazione.

E’ l’unica soluzione per tutelarti per i prossimi 12 mesi!

Ricordati che una segnazione errata, se non intervieni tempestivamente, peggiora il rating bancario della tua azienda in automatico, senza l’intervento manuale dell'”uomo di banca”.

Puoi valutare la nostra soluzione creata appositamente per l’analisi della centrale rischi nell’era COVID-19, nelle diverse offerte:

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